Le indicazioni sulla salute: cosa è consentito e cosa non lo è
«Contribuisce a ridurre la stanchezza», «contribuisce al mantenimento di una pelle normale»: queste formule sobrie non sono casuali. In Europa, tutto ciò che un integratore alimentare può dichiarare sulla salute è regolamentato, validato ed elencato. Ecco come funziona questo sistema e come individuare le promesse che escono dagli schemi.
📑 Sommario
- Perché le indicazioni sono regolamentate
- Le tre famiglie di indicazioni
- L'elenco del regolamento (UE) n. 432/2012
- Ciò che è vietato o non autorizzato
- Condizioni d'uso e diciture associate
- Come verificare una promessa nella pratica
🔬 Perché le indicazioni sono regolamentate
Prima del 2006, le indicazioni sulla salute relative agli alimenti ricadevano sotto regole nazionali eterogenee. Il regolamento (CE) n. 1924/2006 del 20 dicembre 2006 ha stabilito un principio semplice: ogni indicazione nutrizionale o sulla salute deve essere chiara, esatta, basata su prove scientifiche generalmente ammesse e non deve indurre il consumatore in errore. Un'indicazione sulla salute è permessa solo se autorizzata e iscritta in un elenco europeo.
L'obiettivo è duplice: proteggere i consumatori da promesse fantasiose e garantire condizioni di concorrenza leale tra gli operatori. Ogni indicazione autorizzata è stata oggetto di una valutazione scientifica da parte dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), seguita da una decisione della Commissione europea.
🧬 Il principio della giustificazione scientifica
L'articolo 6 del regolamento esige che l'indicazione sia supportata da prove scientifiche generalmente ammesse. L'EFSA esamina il nesso di causalità tra il consumo di una sostanza e l'effetto annunciato, a partire da studi sull'uomo. Un'indicazione basata su risultati ottenuti unicamente su cellule, animali o su una tradizione d'uso non è sufficiente per essere autorizzata.
🗂️ Le tre famiglie di indicazioni
Il regolamento distingue diverse categorie. Le indicazioni nutrizionali indicano che un alimento possiede proprietà nutrizionali particolari: «fonte di vitamina C», «ricco di magnesio», «senza zuccheri aggiunti». Le loro condizioni figurano nell'allegato del regolamento; ad esempio, la dicitura «fonte di» una vitamina o di un minerale presuppone un contenuto significativo, generalmente almeno il 15% dei VNR per porzione.
Le indicazioni sulla salute dell'articolo 13 descrivono il ruolo di un nutriente nelle funzioni normali dell'organismo: crescita, sviluppo, funzioni fisiologiche o psicologiche. Infine, l'articolo 14 copre le indicazioni sulla riduzione del rischio di malattia e quelle relative allo sviluppo e alla salute dei bambini. Queste ultime sono soggette a un'autorizzazione individuale e sono molto più rare; la maggior parte degli integratori non vi ricorre.
💬 La scelta delle parole: «contribuisce a»
Le formulazioni autorizzate riprendono quasi parola per parola il titolo del regolamento: «contribuisce a...», «è necessario per...». Descrivono un ruolo in un funzionamento normale, mai un effetto su una malattia. Questa scelta non è un vezzo: traduce ciò che i dati scientifici permettono di concludere per una persona in buona salute che soddisfa i propri fabbisogni di nutrienti.
📋 L'elenco del regolamento (UE) n. 432/2012
Il regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, del 16 maggio 2012, stabilisce l'elenco delle indicazioni sulla salute autorizzate relative agli alimenti, diverse da quelle che fanno riferimento alla riduzione del rischio di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini. Comprende più di duecento indicazioni, principalmente relative a vitamine, minerali e alcune altre sostanze. L'elenco è consultabile nel registro dell'Unione europea delle indicazioni nutrizionali e sulla salute, tenuto dalla Commissione.
Ecco alcuni esempi, con la loro formulazione autorizzata. Per la vitamina C: «contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo», «contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario» o «contribuisce a ridurre la stanchezza». Per lo zinco: «contribuisce al mantenimento di una pelle normale» o «contribuisce alla normale funzione cognitiva». Per il magnesio: «contribuisce a ridurre la stanchezza» o «contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso». Per la biotina: «contribuisce al mantenimento di capelli normali».
🌿 Il caso delle piante
Molte indicazioni relative alle piante e agli estratti vegetali non figurano nell'elenco: il loro esame è rimasto in sospeso a livello europeo, nella categoria detta delle «indicazioni in sospeso» (on-hold). Finché non sono autorizzate, non è possibile associarvi un'indicazione sulla salute. Ecco perché le pagine dedicate a una pianta come l'ashwagandha rimangono descrittive, ed è anche la ragione per cui rimandiamo alla letteratura scientifica, senza formulare promesse. La nostra guida sull'ashwagandha approfondisce queste sfumature.
✅ La nostra Vitamina C Liposomiale Pure Lab Nutrition: la vitamina C contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo e alla normale funzione del sistema immunitario.
👉 Scopri la nostra Vitamina C Liposomiale qui.
🚫 Ciò che è vietato o non autorizzato
L'articolo 12 del regolamento vieta alcune indicazioni, a prescindere dal prodotto: quelle che suggeriscono che non consumare l'alimento potrebbe nuocere alla salute, quelle che fanno riferimento al ritmo o alla portata di una perdita di peso e quelle che fanno riferimento a raccomandazioni di singoli medici o professionisti sanitari. La legge vieta anche di attribuire a un alimento proprietà terapeutiche: un prodotto non può essere presentato come in grado di far scomparire una malattia, il che lo farebbe ricadere nella categoria del farmaco, come spieghiamo nel nostro articolo Integratore alimentare o farmaco: qual è la differenza?
Oltre a questi divieti, ogni formula che non figura nel registro è, di fatto, non autorizzata. Espressioni comuni come «aumenta le difese immunitarie», «detox», «brucia-grassi» o «antinfiammatorio naturale» non corrispondono ad alcuna indicazione autorizzata per un integratore alimentare. Non sono sempre illegali di per sé, poiché tutto dipende dal contesto, ma espongono il venditore a sanzioni non appena vengono presentate come effetti sulla salute.
⚠️ Le indicazioni generiche
Formule vaghe come «buono per la salute» o «favorisce il benessere» ricadono sotto l'articolo 10, paragrafo 3: sono ammesse solo se accompagnate da un'indicazione sulla salute specifica autorizzata. Senza questa precisazione, non soddisfano i requisiti del regolamento. Anche le immagini, i loghi e i pittogrammi contano: un'indicazione può essere implicita e derivare da un elemento visivo.
📝 Condizioni d'uso e diciture associate
Un'indicazione autorizzata non è utilizzabile a qualsiasi condizione. Il prodotto deve contenere la sostanza in questione in quantità significativa e ogni indicazione del registro può essere corredata da condizioni d'uso. Ad esempio, l'indicazione sulla vitamina C relativa alla stanchezza presuppone che il prodotto sia almeno una fonte di vitamina C secondo l'allegato del regolamento.
L'articolo 10, paragrafo 2, impone inoltre diciture di accompagnamento: un'indicazione sull'importanza di un'alimentazione varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano, la quantità di alimento e lo schema di consumo necessari per ottenere l'effetto annunciato e, se del caso, un avvertimento destinato alle persone che dovrebbero evitare il prodotto o a coloro che dovrebbero consumarlo con cautela. Queste diciture si aggiungono alle informazioni obbligatorie sull'etichetta, presentate nella nostra guida per leggere l'etichetta di un integratore alimentare.
🔍 Chi controlla?
In Francia, la DGCCRF controlla la conformità delle indicazioni. Le pratiche commerciali ingannevoli sono sanzionate dal Codice del consumo, in particolare agli articoli L. 121-2 e successivi. Le sanzioni possono variare dall'ingiunzione di ritirare una dicitura a procedimenti penali, a seconda della gravità dell'infrazione.
🧭 Come verificare una promessa nella pratica
Quando leggete una promessa su una confezione o in una pubblicità, bastano tre verifiche. Primo: la formula contiene un verbo misurato come «contribuisce» e un nutriente preciso? Secondo: ritroviamo questa formula, o una molto simile, nel registro europeo? Terzo: la dose per porzione permette di utilizzare l'indicazione, in base allo status di «fonte di»?
Se notate che un prodotto evoca una malattia, promette un risultato numerico o cita una testimonianza come prova, mantenete la distanza. Potete segnalare una pratica dubbia alla DGCCRF tramite i servizi di protezione delle popolazioni del vostro dipartimento. Infine, tenete a mente che un'indicazione descrive il ruolo di un nutriente, non il risultato che otterrete personalmente: consultate il nostro articolo Quanto tempo ci vuole per vedere gli effetti di un integratore? per aspettative realistiche.
✅ In sintesi
1️⃣ Il regolamento (CE) n. 1924/2006 impone che ogni indicazione sulla salute sia autorizzata, scientificamente fondata e non ingannevole.
2️⃣ Il regolamento (UE) n. 432/2012 elenca le indicazioni autorizzate, formulate con verbi misurati come «contribuisce a».
3️⃣ Le promesse senza corrispondenza nel registro, i riferimenti alle malattie e i risultati numerici sono da evitare o da considerare con diffidenza.
4️⃣ Per qualsiasi domanda sulla salute personale, chiedete il parere del vostro medico o del vostro farmacista.
Pure Lab Nutrition — L'arte di nutrire il vostro benessere.
Fonti scientifiche:
- Regolamento (CE) n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 dicembre 2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari (articoli 5, 6, 10, 12, 13 e 14).
- Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione del 16 maggio 2012 relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle indicanti la riduzione dei rischi di malattia e quelle riguardanti lo sviluppo e la salute dei bambini.
- Commissione europea, Registro dell'Unione delle indicazioni nutrizionali e sulla salute (EU Register on nutrition and health claims).
- Regolamento (UE) n. 1169/2011 del 25 ottobre 2011, allegato XIII (valori nutrizionali di riferimento).
- Codice del consumo, articoli L. 121-2 e successivi (pratiche commerciali ingannevoli) – Légifrance; DGCCRF, scheda «Allégations nutritionnelles et de santé».
Restez informé 🌿
Recevez nos derniers articles et conseils santé directement dans votre boîte mail.








































